domenica 10 giugno 2007

Ancora una settimana e venerdì prossimo chiuderà a Milano il Nectar di Nicla Nardi, ex socia di Pietro Leemann al Joia. Questa la lettera in cui annuncia la dolorosa decisione:
“Gentili amici e clienti,
è con grande rammarico che vi devo annunciare la chiusura dell’attività del ristorante Nectar! Una decisione molto sofferta e drastica da parte di tutti coloro che hanno contribuito a costruire e consolidare giorno dopo giorno, quello che oggi è per molti di voi: un luogo di incontro dove passare qualche ora in compagnia, assaporando cibi genuini e golosi in un ambiente rilassante e all’avanguardia.
“Vorrei che questa fosse anche un ringraziamento a tutti voi che ci avete sostenuto con la vostra presenza, in questi pochi mesi dall’apertura ad oggi. Se decideste di passare entro venerdì 15 Giugno – data definitiva della chiusura – sarò lieta di accogliervi di persona.
“Nella speranza di rincontrarvi nel prossimo futuro, vi salutiamo nectarmente, Nicla Nardi e il suo staff”.
La chiusura di un ristorante è sempre un momento di tristezza (così come si deve brindare quando chiude un fast-food).





11 giugno 2007 alle 10:32
“così come si deve brindare quando chiude un fast-food”
è un po’ infelice come chiusura di un post interessante…
-f
11 giugno 2007 alle 11:40
il messaggio negativo della realtà fast-food è tale che non vedo motivi perché continuino a esistere e per me non vale il discorso “ma offrono posti di lavoro”, sì ma di quale qualità?
oloap
12 giugno 2007 alle 09:23
la qualità dei posti di lavoro dei fast food non può essere criticata sic et simpliciter , ma va vista in un contesto più ampio: chi lavora nei ff, che età ha, quali obiettivi ha per quell’età, quali altri offerte ci sono, le altre offerte sono regolarizzate. Non è un tema che si può chiudere così… Ma qui si può discutere all’infinito senza trovare un punto d’accordo…
l’altro punto è che i fast food comunque e oggettivamente sfamano (“sfamano” eh …) alcuni milioni di poveri cristi. è probabilmente vero che per farlo forse ne affamano qualche altro milione in altre parti del globo.
la soluzione non è chiuderli, ma provare tutti insieme a incidere sulle logiche di profitto.
ovvero … e per chiudere… io avrei davvero qualcosa da festeggiare se i padroni semplicemente conducessero il loro business più eticamente. non se fallissero.
ciao
-f
12 giugno 2007 alle 09:56
scusami ma è proprio guardando la realtà fast food in un contesto più ampio che io li abolirei e favorirei forme di distribuzione stile Eataly, pensare a uno stile etico del BigMac mi viene difficile
ciao ciao
oloap
12 giugno 2007 alle 14:17
capisco quello che dici , credimi.
però … tu che vivi il lato mediatico dell’enogastronomia ben più di me… saprai bene che c’è anche chi critica Eataly e adducendo ragioni … magari non totalmente corrette, ma interessanti.
ma vorrei davvero tornare all’inizio. ovvero alla mia piccola nota al post.
quella frase era forte e … soprattutto … troppo semplice. questo mi ha un po’ stupito, leggendoti sempre volentieri e trovando le tue parole sempre azzeccate.
al di là di tutto … mooolto mooolto piacere della chiacchierata.
saluti
-f
12 giugno 2007 alle 15:01
per me chi critica Eataly a livello di ideologia meriterebbe di fare come quello del film: mangiare nei fastfood ma per un anno intero, perché un mese sarebbe troppo poco
poi è ovvio che le frasi usate a mo’ di sintesi sono anche delle provocazioni, un po’ come il gioco della torre quando devi scegliere chi buttare giù e magari la scelta è tra due realtà che stimi
piacere reciproco
oloap
curiosità: perché f e basta?
12 giugno 2007 alle 15:18
si in effetti sta nella logica del blogging quella di giocare spesso al gioco della torre. è uno strumento per veicolare se stessi e le proprie idee… anche forzando un po’ la mano.
“f” perchè ho preso a firmarmi così su IDR e allora per uniformità faccio lo stesso ovunque
ohi … venendo a cose serie…
… me lo raccomandi veramente alice a milano?
-f
12 giugno 2007 alle 15:30
alice? sì, anche se la macchina, sia in sala che in cucina, va rodata e resa più attenta ai dettagli
12 giugno 2007 alle 16:04
Molto d’accordo sulla chiusura dei fast food su cui non può indulgersi!
Meno d’accordo con Marchi sulla Cicala 02 a Milano. Davvero, davvero deludente!
Ad Majora