mercoledì 13 giugno 2007
Cazzarola, un altro ristorante che a Milano chiude. Dopo Nicla Nardi, ha alzato bandiera bianca Pietro Leemann, entrambi negli anni Novanta soci nel Joia in via Panfilo Castaldi. Se tra 48 ore, venerdì 15 giugno, Nicla abbasserà per sempre la saracinesca del Nectar, Pietro ha deciso di fare altrettanto il 15 luglio, una domenica, con il Joia Leggero in corso di Porta Ticinese.
Lo aveva aperto nel novembre 2003 e funzionava come bistrot della casa madre. L’idea-motore era quella di indicare in carta gli ingredienti principali e di far scegliere al cliente contorni e condimenti, una sorta di cibo-Lego. Altro punto distintivo erano (e per un mese saranno ancora) i cubi che tanto personificano la filosofia di Leemann fin dai tempi di Colori, gusti e consistenze.
Nell’immediato futuro, Pietro potenzierà i corsi di cucina al Joia e l’attività di catering. E non appena se ne presenterà l’occasione, riproporrà il Joia leggero in una sede tutta nuova perché l’idea di base è tutt’altro che campata in aria.
Un Commento a “Milano: chiude il Joia leggero”
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13 giugno 2007 alle 18:15
Che dire? Come per il Nectar, è sempre triste veder chiudere un ristorante (ed un’attività imprenditoriale in genere). Nel caso specifico, però, devo dire che quando sono stato al Joia leggero ho riscontrato alcune inspiegabili carenze (pane non fresco ed una certa approssimazione nel servizio). In generale, comunque, l’idea del cuoco affermato che apre un locale low cost non mi fa impazzire, mi sa un pò di parente povero, a meno che – ma non è questo il caso – non offra una cucina completamente diversa.
Ad Majora