martedì 4 settembre 2007

Copenhagen, lunedì 3 settembre 2007:
il Gelinaz Massimo Bottura nelle cucine del Noma
7 Commenti a “Massimo Bottura, un Gelinaz al Noma”
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martedì 4 settembre 2007

Copenhagen, lunedì 3 settembre 2007:
il Gelinaz Massimo Bottura nelle cucine del Noma
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8 settembre 2007 alle 09:16
Caro Dottr Marchi ricevo da René Redzepi questa lettera che la preghiamo di ospitare sul suo blog.
Grazie per la sua ospitalità
Andrea Petrini
Gelinaz! Road Manager
Carissimo Paolo Marchi e altri blogger’s rappresentati su questo sito.
Rimasto perplesso leggendo il vostro blog sento la necessitá di dire la mia. L’idea della partecipazione di Gelinaz nell evento Looking North, cominció all festival gastronomico di Le Havre. All’epoca c’era il desiderio dalla parte del Comune di Copenhagen di partecipare e a parzialmente finanziare un evento culinario a Copenhagen dove I Gelinaz farebbero parte.
Gelinaz, per me, é un gruppo fondato su un messaggio molto piú profondo della semplice cena borghese. Per questo mi é sembrato essenziale di portare a Copenhagen queste persone capaci di creare un ambiente creativo, dove non esistono altre regole che la sfida di interpretare i miei prodotti.
Capimmo subito che il supporto dalle enti comunali e statali si limitava solo alle relazioni pubbliche senza nessun aiuto economico. Decidimmo di portare in porto l’evento solo basato su una ventina di clienti paganti. Della nostra situazione economica abbiamo avvisati tutti i chef partecipanti, inclusi i Gelinaz, inizio estate 2007. Devo sottolineare che i 1.600 euro richiesti ai 24 clienti paganti non sono mai stati soggetto a nessun tipo di intenzione lucrativa, ma appena hanno coperte le nostre immense spese in portare qui questo evento con le sue 42 biglietti aerei da diverse destinazioni europee e un totale di 76 pernottamenti. Giustamente senza contare i prodotti, il vino, le ore di lavoro e le spese perse nel chiudere il ristorante per due giorni consecutivi. Una volta per tutti, il guadagno e stato inesistente, e se non fosse stato per i 24 paganti non sarebbe stato per niente possibile portare in Danimarca questa gente.
E stato un successo l’evento?
Assolutamente. Lo scopo e stato sempre di avere un pranzo col timbro classico, bourgeois, mentre la cena doveva mostrarsi dal sua lato avantgardista, consapevole che quest’ultima non andrebbe giú a tutti, i paganti per primi. Tutti gli invitati, paganti come no, erano stati informati sullo svolgere dell’evento, comunque in retrospettiva sembra che la piú parte si e lasciata stregare dai grandissimi nomi partecipanti, purtroppo senza aver capito il messaggio e cosí rimasti un pó perplessi sul svolgimento della cena.
Le risposte ricevute nei giorni seguenti all’evento sono state piú che miste. Onestamente non ho mai vissuto una tale bufera intorno a una cena. Certi sono stati stravolti e contentissimi di averla vissuta, altri comunque accettando di non aver capito tutto sono rimasti un pó perplessi e altri ancora hanno lasciato il nostro ristorante delusi.
Il rischio di non soddisfare tutti e stato sempre presente e calcolato. Comunque, quello che mi lascia triste é pensare che ci sia gente che pensa che abbiamo organizzato questo evento con scopo lucrativo.
René Redzepi, Noma
8 settembre 2007 alle 09:19
Caro dottor Marchio-bis, ricevo questa lrisposta di Fulvio Pierangelini a René Redzepi che la preghiamo di voler gentilmente ospitare sul suo blog. Ringraziandola etc….
Andrea Petrini
Gelinaz! Road Manager
Caro René sono contento che tu abbia scritto perchè non sapevo come raggiungerti (non sono molto bravo con l’internet)
Prima di tutto grazie per la tua gentilezza, per la tua generosità,per il tuo talento.
Proprio stamattina un signore che ha scritto su un blog di Gelinaz! mi ha telefonato ed io ho spiegato che avrebbe dovuto farlo prima di scrivere delle inesattezze e che la festa in Danimarca è stata comunque per i cuochi nello spirito di Gelinaz! come a Le Havre e a San Sebastian dove è nato il gruppo.
Io ho chiuso il ristorante per due giorni ( 4 servizi) perchè ho capito che dovevo essere presente nonostante avessi avuto delle perplessità di ordine morale e temevo che Gelinaz poteva essere frainteso.
Mi spiego: il nostro è un gruppo rock che non tutti possono capire per lo spirito e per l’ avanguardia che può rappresentare e il mio timore era per Gelinaz!,ma anche per te, perché ti saresti esposto a critiche perchè Gelinaz! non deve avere un prezzo: é un gioco,un sperimento,una performance.
Ad un signore (molto ricco) che chiedeva materie prime nobili che giustificassero il prezzo ho risposto che la cucina è amore passione cuore intelligenza rispetto umiltà generosità e non materie prime costose ma poi non ho detto più niente.
Non amo blog e bloggers e non li leggo. Credo che il prossimo Gelinaz! dovrà essere ancora più estremo.
Sono rientrato felice dopo 23 ore di treno e con un ricordo molto bello di tutti voi.
Spero tu abbia ricevuto l’olio il libro e i bicchieri…Se qualcuno ha pensato che tu abbia voluto guadagnarci sopra,dimentica tutto cio’. Noi cuochi ci siamo divertiti e la foto ufficiale con l’orso te lo dimostra.
Come fondatore di Gelinaz! ti ringrazio,come Fulvio ti aspetto appena potrai con tua moglire e il tuo bambino a San Vincenzo.
Grazie anche alla tua brigata.
Ti abbraccio
Fulvio
8 settembre 2007 alle 11:34
Mi spiace e mi scuso se mai ho innescato la polemica, avevo forse solo malinterpretato le parole pubblicate nel post precedente. Lo spirito di Gelinaz!, per quello che ho potuto vedere dall’esterno, mi piace e lo sposo fino in fondo da appassionato. Grazie della risposta.
8 settembre 2007 alle 13:27
Vuoi vedere che i cuochi leggono di tanto in tanto anche i miei interventi bloggaroli talvolta un po’ fastidiosi? Mi sa che è meglio se continuo a mantenere l’incognito…
10 settembre 2007 alle 09:28
Bè certo che i commenti le riflessioni che ognuno si fa a distanza dipendono dalle informazioni che arrivano. Se l’informazione è: prezzo altissimo, spirito tradito, ora i Gelinaz forse si scioglieranno a causa di questo, pubblicità solo a un cuoco ecc. ecc. allora l’impressione che dà è diversa da quella che si comprende da questa spiegazione.
Oloap, ci hai fatto la Novella2000 del blog!?
10 settembre 2007 alle 09:56
Dimenticato: tutto ciò non toglie che a me, in ogni caso,se leggo quel prezzo viene un attimo un colpo!
Nella necessità della circostanza lo posso comprendere, comprendo anche che se le spese sono alte ‘sti soldi devono uscire da qualche parte e giustamente ognuno fa quel che riesce.
Però, senza voler condannare nessuno sia chiaro, solo come opinione personale basata sulla mia esperienza fuori da questo giro e sui miei soggettivissimi gusti: l’evento a sembra molto in uno spirito underground-alternativo-d’avanguardia. E io lo troverei più in sintonia con un’organizzazione diversa da quella a ingressi carissimi che comunque a me ricordano più gli eventi esclusivi di Porto Cervo che a un rave o a un concerto underground.
Va tutto bene; ma dato di festival riescono a organizzare, volendo, un volta si potrebbe provare a ispirarsi a quelli (magari evitando la parte dell’occupazione abusiva perchè poi se arriva la polizia bisogna sbaraccare troppo in fretta)
10 settembre 2007 alle 14:10
la prima volta che ho saputo dei posti a pagamento, ho pensato che non era poi male se i piatti fossero stati assaggiati anche se persone al di fuori della parrocchia critico/cuochesca
quando poi ha saputo che ognuno avrebbe pagato 1.600 euro, le prime due parole che mi sono uscite dalla bocca sono state: “cazzo, però”
tant’è vero che la delusione di taluni, a cui si riferisce lo stesso Renè, sia dovuta a questo, al raffrontare i due pasti a un somma che suona abnorme anche per la ricca Danimarca
tutto il resto, lo spirito primordiale di Gelinaz!, le jam session, il furore creativo, appartiene a una sfera diversa che però quella cifra ha condizionato. non credo vi sia stata cattiveria nei commenti o voglia di novella 2000, se la nostra lingua madre fosse l’inglese tutto sarebbe stato più chiaro, nella traduzione qualcosa si incasina e si sfiora la terza guerra mondiale
oloap