domenica 12 agosto 2007

“Cantinone di Madesimo: bella mano, fine, territoriale ma elegante, bravo davvero. Tanta tanta passione e coraggio a fare questa ristorazione in quel posto”. Così recita il messaggino che mi ha spedito un entusiasta Alberto Cauzzi reduce da un pranzo da Stefano Mansanti, cuoco e titolare del Cantinone a Madesimo, tra Chiavenna e il Passo dello Spluga e da lì la Svizzera, 0343.56120, www.sporthotelalpina.it.
Stefano è anche l’anima del gruppo dello Slow Cooking, www.slowcooking.it, “Cucina & Cultura del territorio di Valtellina e Valchiavenna”. E ancora: “Dalla terra alla tavola per una ristorazione meditata e consapevole”. Cinque associati, compreso il Sale & Pepe a Sondrio, del quale conservo un buon ricordo, 0342.212210.
Alberto ha fotografato i piatti, ben 12 in un percorso degustativi offerto a 65 euro, me li ha descritti (nella foto, il Cappuccino di ortiche di Madesimo con schiuma di latte) e mi ha pure girato un dettaglio del menù a me sconosciuto. Stefano ha voluto ringraziare alcune persone che per un motivo o un altro significano molto per lui. Tra queste il sottoscritto. Non capita spesso e questo mi ha impressionato. Grazie, davvero.






13 agosto 2007 alle 08:25
LA LEGGE DELL’ ENTROPIA DICE CHE DA UN ACQUARIO POSSO RICAVARE UNA ZUPPA DI PESCE, MA NON POSSO AVERE DA UNA ZUPPA UN ACQUARIO. MAGGIOR ENTROPIA MAGGIOR DISORDINE. PERSONALMENTE REPUTO QUESTE TRASFORMAZIONI UTILI SOLO ALLO SFOGGIO DELLE CAPACITà TECNICHE DEGLI CHEF. IN REALTà LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE DEL PRODOTTO DI BASE VENGONO INEVITABILMENTE VARIATE (AVARIATE) E COMPROMESSE RISPETTO ALLA LORO ORIGINALE CONDIZIONE.
REPUTO CHE UNA CAPRESE COME QUELLLA SOPRA DESCRITTA SIA LA STESSA CAZZATA DI UN FILETTO RIDOTTO IN POLPETTA.MA QUESTA è SOLO LA MIA OPINIONE.
13 agosto 2007 alle 16:09
però un filetto, anche a ridurlo in polpetta, non diventerà mai una coscia di pollo o un gelato al caffè e, comunque, per quando cazzosa potrà apparirti, anche tu Fabio la chiami caprese…
buon pomeriggio
oloap
15 agosto 2007 alle 02:37
Sono contenta, molto contenta!
Finalmente si parla anche di Stefano Masanti che fa cucina di ricerca e ricerca in cucina con molta passione e spirito di sacrificio.
Non è facile mantenere una cucina di alto livello come la sua in un luogo fuori dalle grandi vie di comunicazione, in alta montagna.
Meriterebbe maggiori riconoscimenti.
Dimostra anche una grandezza d’animo non comune nel ringraziare, addirittura sul menù, le persone che sono state significative nel suo percorso di crescita, non tralasciando il suo staff di cucina.
Che bello leggere un menù con anche il nome di Matteo Prati, un mio carissimo alunno avuto alla scuola materna.
16 agosto 2007 alle 09:19
Stefano Masanti è un uomo che ti conquista con lo sguardo, con la sua energia positiva. E’ un uomo felice, si vede, perché ha fatto della sua passione il suo lavoro. E lui ne ha tanta, di passione, assecondato ed incoraggiato dalla sua dolce compagna Raffaella gira il mondo per ristoranti e riporta nella sua terra preparazioni e tecniche che applica con mano felice e leggera ai prodotti del suo territorio. Territorio che rispetta non inserendo nelle preparazioni, tranne casi eccezionali, ingredienti che provengono da più di 50 km da Madesimo.
PS per Piccoli. Credo che il commento sia riferito al post precedente e non a questo.
22 agosto 2007 alle 20:32
Lo Chalet Mattias, alter ego culinario, è un locale con un grande futuro.
24 agosto 2007 alle 13:19
Mi piacerebbe poter dire lo stesso Tommaso, peccato che ho prenotato un sabato a pranzo, ho fatto 3 ore di strada per sentirmi poi dire che i menù e la carte della sera non erano disponobili a pranzo. Carta ridottissima a mezzoggiorno con poca scelta. Comprensibile ma avvisare almeno !
In compenso ho mangiato pasta scotta con scampi gommosi e qualcosina di interessante ma non sicuramente allettante. Speriamo la prossima volta …
24 agosto 2007 alle 16:19
Eh? Carta della sera? Menù ridotti? Quando ci sei stato? Io l’ultima visita l’ho fatta in inverno, non ho notato queste stravaganze, e anche adesso spero proprio siano qualcosa di temporaneo. Menù ridotto… Pure loro contagiati dalla mania dei pranzi di lavoro (a Livigno?!) ? La cosa che hai detto è incresciosa.
24 agosto 2007 alle 16:34
a metà mese, Grignaffini (Espresso/Alma/GazzettadiParma) si è trovato bene da Mattias, non saprei però dire se a pranzo o cena
oloap
24 agosto 2007 alle 22:32
Stefano Masanti e Luca Grigis di Slow Cooking sono veramente grandi.
Sono stati da noi in Polonia.
I chiscioi e crespelle di grano saraceno e taroz (e’ non solo) sono piaciuti a molte persone.
Il guanciale di manzo di Stefano e’ diventato il piatto bandiera di Lodz.
Viva Slow Cooking!
25 agosto 2007 alle 07:58
Il menù della sera, sbirciato, sembra davvero molto interessante. Peccato. Secondo me dovrebbero avvisare, al telefono. Io ero in gita ma non nego che un buon motivo per andare a Livigno era testare la loro cucina. Mi è stato spiegato velocemente che il motivo è legato al fatto che in estate, a Livigno, i pochi clienti che frequentano il ristorante vogliono cose semplici e non desiderano stare a tavola troppo tempo. Lo reputo un motivo valido ma, ripeto, viste le ambizioni del locale andrebbe dichiarato all’atto della prenotazione. Sia mai che un gourmet appassionato legge la guida IG, decide di prenotare in Agosto a Pranzo e poi è costretto a scegliere da una carta ridotta
25 agosto 2007 alle 08:04
Decida azz !
Leggo ora dal menù che il light menù è disponibile dal lunedì al venerdì solo a pranzo. Meglio segnalarlo, anche in guida
25 agosto 2007 alle 08:21
Al Cantinone, ad esempio, mi è stata portata direttamente la carta. Era un venerdì (10 Agosto), 2 tavoli soli, totale 5 coperti noi e 4 l’altro tavolo. Risultato ? Noi abbiamo optato per il degustazione di 12 portate e siam usciti MOOOLTO soddisfatti !
25 agosto 2007 alle 19:08
Reduce dal Cantinone, posso solo applaudire la cucina di Stefano.
Quando a Mattias, mi stupisce la scelta del menù light obbligatorio visto che è uscito da Slow Cooking proprio perché intende fare alta cucina e non ha intenzione di mischiarsi con pizzerie e similia. Scelta discutibile: o si è incinta o non lo si è, certo che è impossibile esserlo solo un po’. Traduzione: bisogna fare una scelta e, comunque, si deve avvisare chi prenota
oloap
4 settembre 2007 alle 16:41
Allora potrei pensare che non solo Cauzzi è uscito entusiasta dal Cantinone ma anche oloap Marchi
4 settembre 2007 alle 20:46
sì, soprattutto del salato, i dolci zoppicano
oloap