triennaletovaglietta1.jpgSono andato venerdì alla vernice della nuova cafeteria della Triennale a Milano, 02.724341, www.triennale.it, quella che ha Carlo Cracco nel motore, e ho avuto la conferma a un pensiero che avevo già in testa: la cosa più bella dell’Expo, tra sette anni a Milano, è che la città si sta risvegliando a prescindere dall’Esposizione Universale.

Non può certo essere che le novità golose di aprile abbiano atteso l’esito della sfida con Smirne il 31 marzo per diventare realtà. Vengono da molto più lontano. Ecco l’Autogrill accantonare per una volta il Camogli e affiancare Cracco nello sbarco alla Triennale dando assieme vita al DesignCafé (martedì 15 l’apertura al pubblico); ecco Trussardi e Andrea Berton, la casa di moda e il cuoco, rinnovare accanto alla Scala il Café Trussardi con tanto di dehors botanico, e infine Gualtiero Marchesi, che di Cracco e Berton è stato il gran patron tra Milano e la Franciacorta, tornare a Milano a 78 anni compiuti per aprire il Marchesino al posto di quello che fu il Biffi Scala.

triennalecarlocracco.jpgL’Expo sarà un formidabile di più, ma non il tutto che cambierà Milano. Alla presentazione del bar del museo ai margini del parco Sempione, nessuno voleva andarsene. Davide Rampello, il padrone di casa, ha avuto buon gioco nel parlare di «cultura dell’accoglienza» e l’architetto Michele De Lucchi, che questa casa ha ristrutturato, ha sottolineato il continuo scambio di pensieri con Cracco per dare forma a un luogo dove si espone arte e si consuma cucina.

E a sua volta lo chef, a 43 anni sempre più sicuro del fatto suo, emozionato quando a fine pranzetto è partito una pplauso spontaneo, ha invitato tutti a guardare fuori dalle vetrate «perché pranzare guardando la Fontana di De Chirico non è cosa che succede ovunque». Prezzi sorridenti (nessun piatto supera i 10 euro, toast e facacce farcite, piatti freddi e insalate, piatti unici caldi, dessert, questi ultimi a 2,80 euro con le “pietanze formato bimbo” a 6) e un piatto del giorno a 15 che per le prime settimane sarà «l’Ossobuco & riso al salto come omaggio a Milano».

E la testa di Carlo già al futuro. L’obiettivo è il bistrot panoramico sul tetto. Ha detto Cracco: «Mi hanno fatto notare come gli stilisti partono dall’alta moda e poi arrivano al prêt-à-porter per fare soldi. L’Autogrill invece è partita dai panini per salire di qualità con operazioni come questa. Questo lo puoi fare a Milano».
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