Ristoranti


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Sommerso di avvisi ai golosi per il cenone di domani, ultimo dell’anno, mi riscalda il cuore sapere che c’è almeno una persona che pensa all’indomani, a chi il 1° gennaio si sveglierà o rientrerà a Milano e avrà voglia di mangiare un buon boccone e bere un buon bicchiere di vino, cosa praticamente impossibile ovunque, non solo nel capoluogo lombardo.

Chiuso il ristorante al primo piano, Andrea Berton farà gli onori di casa al Cafè Trussardi dalle 10 del mattino alle 9 della sera con un brunch dolce e salato che mi fa già acquolinare al solo pensare che potrò addentare la Baguette integrale con prosciutto di maiale iberico Joselito Gran Reserva.


laviaromana2008.jpgDall’11 dicembre, Romolo Giordano, gran cerimoniere della Via Romana, al 57 della via Romana a Bordighera in provincia di Imperia, telefono 0184.266681, è impegnato in una seconda insegna: RomoloAmareA sul Lungomare Argentina della stessa Bordighera, presso lo stabilimento balneare Amarea al belvedere La Rotonda, 0184.261105.

dolcestilnovovenaria.jpgPer essere aperto, lo è dallo scorso 10 settembre, oggi sarà quindi solo la giornata per i giornalisti. Parlo del nuovo Dolce Stil Novo che dopo due sedi a Ciriè, si sposta a Venaria, sempre in provincia di Torino. Il numero di telefono è cambiato: da 011.9211110 a 011.4992343, stesso sito, ora in rifacimento, soprattutto stesso chef, Alfredo Russo, con sua moglie Stefania all’accoglienza. Cambia la sede: la Reggia di Venaria, splendido approdo per un cuoco partito da un buchetto tutto coccole, prima della più confortevole sede in località Devesi.Ricordo di avere visitato il palazzo (riduttivo) tre anni fa quando i restauri erano all’inizio e lì si smaliziavano, sotto la guida di Franco Bergamino, quei cuochi e quelle cuoche che avrebbero dato vita al gruppo delle Stelle del Piemonte. Una visita e un progetto che mi impressionarono. Sono proprio curioso di vedere il risultato ultimo, anche se Alfredo deve rodare la nuova macchina.

aragostabarbaglini.jpgSono il primo a sapere che questo blog sonnecchia, troppo di tutto da fare per riuscire a stargli dietro come vorrei, soprattutto come vorrei che fosse: aperto ai contributi esterni sulla falsariga della guida di Identità Golose.

Ben venga quindi l’amico Alberto Cauzzi: se non è stato il primo a cenare nel nuovo ristorante di Fabio Barbaglini a Volpedo in provincia di Alessandria, è stato il secondo. Queste le sue impressioni:

Fabio Barbaglini riparte da Volpedo. Non è un caso, non può esserlo. Volpedo è la patria di Giuseppe Pellizza, celebre pittore che annovera tra i suoi dipinti più famosi il Quarto Stato. Un quadro che racchiude mille significati allegorici e che va oltre le apparenze del disegno, del tratto. Così la cucina di Fabio, sinuosa, elegante, va ben oltre gli ingredienti che la compongono. Due simboli? Melanzana Violetta confit e panata la sesamo, su crema di fichi, vinaigrette di tamarindo e nocciole con equilibri precari ma convincenti e l’ottima aragosta in ristretto freddo di cetriolo, yogurt naturale, gelatina di vino bianco alla lavanda e fiori edibili.
Fabio riesce a donare alle sue preparazioni un’energia fuori dal comune, una forza propellente unica. Alla Locanda Canevari, antica dimora nel centro di Volpedo, sarete dolcemente cullati da un servizio informale, allegro, piacevolmente presente che culmina con l’intrigante eleganza e simpatica ironia di Roberto Mostini, gourmet dalla sensibilità unica, attento e profondo conoscitore di vino e cibo che saprà condurvi tra gli intricati allegorismi di una cucina certamente non facile ma di impronta molto personale. A Volpedo è tempo di innovazioni, profonde, penetranti. E’ in atto una rivoluzione : un peccato non esserci.

Locanda Canevari
Via Deantoni 32 – Volpedo
Telefono: +39.0131.80589
Locale aperto dal 19 Giugno 2008
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cristianmagri08.jpgPremesso che il vero, e per ora unico motivo per cui presto, ma non prestissimo, andrò a pranzare al rinnovato Savini, www.savinimilano.it, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, è lo chef Cristian Magri, ex patron del Vicolo di Corsico, riuscite a immaginarvi quel è il ristorante che la nuova proprietà, Gatto padre e Gatto figlio, Giuseppe e Sebastian, ha visitato a Parigi per trarre l’ispirazione massima per affrontare il grande cimento meneghino?
Io ho dovuto chiedere a chi mi stava seduto vicino se avevo capito bene, roba da museo delle cere. Io non vi metterei piede nemmeno se invitato. La sola cosa che possa giustificare una simile scelta è che fossero animati dall’intenzione di fare l’esatto opposto, visto che il motto per il nuovo Savini è “La tradizione si rinnova”. Ma il tono era di quelli che sono convinti di avere fatto la cosa giusta. Non a caso hanno visitato pure Fauchon

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La foto è stata scattata, non da me, un’estate di alcuni anni fa, dal 2004 a ritroso perché l’edificio è quello che a Sirmione, in riva al lago di Garda, accoglie la Vecchia Lugana, ristorante che il patron Pierantonio Ambrosi chiuse il 31 dicembre 2004 per riaprirlo al pubblico martedì scorso, 18 dicembre.

L’insegna è storica e carica di lustrini che devono essere rinnovati. Conservo ricordi piacevolissimi di pranzi nel giardino, ma appartengono al passato. Vanno rinnovati. Ambrosi ha richiamato il vecchio chef, Carmine Gazineo, e gli ha affiancato un giovane cuoco, Omar Bernardi, e una giovane pasticciera, Cinzia Battara. Alcuni mesi di ulteriore pazienza e saranno pronte sette suite in cui riposarsi e coccolarsi.

La futura locanda è aperta pranzo e cena, salvo il lunedì, turno di chiusura, ha l’inevitabile telefono, 030.919012, e un sito, www.vecchialugana.com. Tre menù degustazione, il secondo è un inno ai prodotti gardesani e ai pesci di acqua dolce.

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