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	<title>La nuova cucina italiana &#187; Penne all&#8217;arrabbiata</title>
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	<description>un blog di Paolo Marchi</description>
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		<title>Quando lo chef cambia posto</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 18:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penne all'arrabbiata]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Bolasco nel suo blog, http://blog.gamberorosso.it/forchetta , ha stigmatizzato il comportamento di Enrico Pezzotti che ha atteso la chiusura delle principali guide al mangiarbene per annunciare che non è più lo chef della Trota a Rivodutri in provincia di Rieti, 0746.685078, www.latrota.com. “Per correttezza, ho aspettato l’uscita delle guide per dirlo”. Però c&#8217;è un però: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana"><strong></p>
<p style="text-align: center"><img vspace="3" width="440" src="http://www.nuovacucinaitaliana.it/wp-content/uploads/maxblasonefirenze.jpg" alt="maxblasonefirenze.jpg" height="336" style="width: 440px; height: 336px" title="maxblasonefirenze.jpg" /></p>
<p>Marco Bolasco</strong> nel suo blog, <a href="http://blog.gamberorosso.it/forchetta"><font color="#800080">http://blog.gamberorosso.it/forchetta</font></a> , ha stigmatizzato il comportamento di <strong>Enrico Pezzotti</strong> che ha atteso la chiusura delle principali guide al mangiarbene per annunciare che non è più lo chef della <strong>Trota</strong> a Rivodutri in provincia di Rieti, 0746.685078, <a href="http://www.latrota.com/">www.latrota.com</a>. “Per correttezza, ho aspettato l’uscita delle guide per dirlo”. Però c&#8217;è un però: la correttezza nei confronti del ristorante si specchia nella scorrettezza verso chi cura <em>Gambero</em>, <em>Espresso</em>, <em>Michelin</em> che usciranno con voti e recensioni che parlano e lodano una cucina che appartiene al passato, sostituita da un&#8217;altra.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana"></span><span style="font-family: Verdana">Questo in lazio non è un caso isolato e non sarà nemmeno l’ultimo, anzi è già il penultimo perché ha cambiato il manico anche un altro locale stellato, l’<strong>Onice</strong> dell’hotel <strong>Villa La Vedetta</strong> a Firenze, 055.681631, <a href="http://www.villalavedettahotel.com/">www.villalavedettahotel.com</a>. Non c’è più <strong>Andrea Accordi</strong>, al suo posto <strong>Massimiliano Blasone</strong>, trentenne romano che, da sous-chef, è stato promosso a executive-chef e che vediamo posare nella foto. <strong>Luigi Cremona</strong> mi ha detto “che con lui si mangerà ancora meglio” e gli credo. Resta, comunque, il fatto che, in un’epoca dominata dalla figura del Cuoco protagonista assoluto, cambiarlo non è come passare da un’acqua minerale a un’altra.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana"></span><span style="font-family: Verdana">La morale? Prima noi guidaioli della carta stampata impareremo a essere anche on-line con le schede e meglio sarà per tutti, in primis per noi e i nostri lettori.</span></p>
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		<title>Guerra tra chef per il copyright</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 19:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penne all'arrabbiata]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle parole ai fatti. Mentre in Italia si parla di copyright delle ricette senza approdare a nulla, negli Stati Uniti c&#8217;è chi va diritto diritto in tribunale per difendere i suoi piatti, anche se, come riportato dall&#8217;articolo dell&#8217;Ansa, non tutto ha una logica netta e chiara. Riporto il pezzo, pensando che se Fulvio Pierangelini potesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="3" src="http://www.nuovacucinaitaliana.it/wp-content/uploads/passatinaceci2.jpg" alt="passatinaceci2.jpg" title="passatinaceci2.jpg" /><br />
Dalle parole ai fatti. Mentre in Italia si parla di copyright delle ricette senza approdare a nulla, negli Stati Uniti c&#8217;è chi va diritto diritto in tribunale per difendere i suoi piatti, anche se, come riportato dall&#8217;articolo dell&#8217;<strong>Ansa</strong>, non tutto ha una logica netta e chiara. Riporto il pezzo, pensando che se <strong>Fulvio Pierangelini</strong> potesse avere un euro per ogni <em>Passatina di ceci</em> copiata oggi sarebbe ricco, molto ricco.<br />
<strong>USA: RISTORANTI NEW YORK, BATTAGLIA LEGALE SU COPYRIGHT MENU</strong> (ANSA) &#8211; NEW YORK, 27 GIU &#8211; Non s’era mai visto e  probabilmente si tratta di una nuova conferma che gli Stati Uniti sono ormai governati dagli avvocati: la proprietaria di un noto ristorante newyorchese, <strong>Rebecca Charles</strong> del <em>Pearl Oyster Bar</em> nel West Village, ha fatto causa contro il suo ex braccio destro, <strong>Ed McFarland</strong>, accusandolo di averla spudoratamente copiata e chiede i danni.<br />
   La <strong>Charles</strong>, 53 anni, sostiene che <strong>McFarland</strong> ha aperto un ristorante quasi fotocopia a poche centinaia di metri dal suo, violando i suoi diritti d’autore, l&#8217;<em>Eds Loabster Bar</em> a Soho.  Tra la accuse rivolte dalla donna al suo ex capo cuoco, c’è quella &#8211; a dir il vero abbastanza ridicola &#8211; di avere copiato la <em>Ceasar’s Salad</em>, la tipica insalatona americana con uova e crostini. Un po&#8217; come se un ristorante del Testaccio a Roma, accusasse un suo collega di Trastevere di vendere i suoi stessi rigatoni all’amatriciana o la pajata.<br />
   Accanto a <strong>Rebecca</strong>, c’è un avvocato di Chicago, <strong>Charles Valauskas</strong>, che si è specializzato in questioni di copyright dei menù, come scrive oggi con ampio rilievo il <em>New York Times</em>. La <strong>Charles</strong> sostiene che <strong>Ed McFarland</strong> le ha copiato sia la decorazione del bar-ristorante (tutto bianco, con il bar in marmo), sia vari piatti come i lobster roll, i panini alla polpa di astice o le capesante fritte.<br />
  <strong> Ed</strong> ribatte spiegando che tutti i ristoranti di questo tipo, in particolare quelli di Boston, hanno questo look dalla tinte chiare, e che i piatti sono tipici del Massachusetts o dell’area<br />
di San Francisco, nel nord della California. Punto e basta. La stessa <strong>Charles</strong> ha sempre riconosciuto essersi ispirata a un famoso ristorante di San Francisco, lo <em>Swan Oyster Depot</em>, ma di averci aggiunto molto di suo. &#8220;Il mio ristorante rappresenta una riflessione su me stessa, la mia esperienza, la mia famiglia&#8221;, spiega forse con una punta di arroganza la signora.<br />
   Tra i suoi colleghi, comunque, molti non la pensano affatto come lei. Spiega per esempio, sempre al <em>New York Times</em>, <strong>Tom Colicchio</strong>, famoso per avere aperto una catena di panini spesso imitati: &#8220;Non c’è nulla da fare, non potete proteggere le ricette, non potete proteggere una catena come questa. Non c’è proprio nulla da fare&#8221;.<br />
Proprio nulla no, certo che difendere un piatto della tradizione con un copyright personale&#8230;</p>
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		<title>Marchesi lascia o raddoppia?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 15:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penne all'arrabbiata]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato scorso sul Giornale, mi sono chiesto &#8220;per quanto tempo ancora Gualtiero Marchesi dirigerà i lavori golosi dell&#8217;Albereta in Franciacorta?&#8221;, ipotizzando un arrivo, prima o poi, di Alain Ducasse al suo posto. Ieri il Divino si è confidato con l&#8217;Ansa, la principali agenzia di stampa italiana:  &#8220;RISTORAZIONE: MARCHESI, RITIRARMI? APRO UN NUOVO RISTORANTE (ANSA) &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" width="380" src="http://www.nuovacucinaitaliana.it/wp-content/uploads/marchesi11.jpg" hspace="3" alt="marchesi11.jpg" height="526" style="width: 380px; height: 526px" title="marchesi11.jpg" />Sabato scorso sul <em>Giornale</em>, mi sono chiesto &#8220;per quanto tempo ancora <strong>Gualtiero Marchesi</strong> dirigerà i lavori golosi dell&#8217;<strong>Albereta</strong> in Franciacorta?&#8221;, ipotizzando un arrivo, prima o poi, di <strong>Alain Ducasse</strong> al suo posto.<br />
Ieri il Divino si è confidato con l&#8217;<strong>Ansa</strong>, la principali agenzia di stampa italiana:  &#8220;RISTORAZIONE: MARCHESI, RITIRARMI? APRO UN NUOVO RISTORANTE (ANSA) &#8211; MILANO, 12 GIU &#8211; «Ritirarmi? Ma nemmeno per sogno anzi&#8230;». È un <strong>Gualtiero Marchesi</strong> infuriato che dice questo, diverso dall’abituale bonomia che il famoso chef distribuisce ad amici e clienti. Ma la notizia che si è sparsa con la rapidità del vento di un suo ritiro dall’attività entro la fine dell’anno non la digerisce, è proprio il caso di dire. «Anzi&#8230;» cosa, <strong>Marchesi</strong>? «Anzi che ho l’intenzione di aprire un nuovo ristorante», risponde senza dare segno di calmarsi. Questa sì che è una notizia per i buongustai. E dove?  «All’interno del <strong>Relais &amp; Chateaux L’Albereta</strong>», risponde, come a dire: ecco sistemato chi mi vuole mandare in pensione.<br />
Resta il fatto che la notizia del suo ritiro è circolata su carta stampata e su internet. <strong>Marchesi</strong> la prende alla lontana: «Già dieci anni fa si è cercato, complici i francesi della Guida rossa (ovvero la <strong>Michelin</strong>, <em>ndr</em>), di mandarmi forzatamente a riposo. Da allora oltre a lavorare sodo e a formare nuovi cuochi, ho restaurato e rilanciato il più antico ristorante di Roma, l’<strong>Hostaria dell’Orso</strong>, sono Presidente di <strong>Euro-Toques</strong>, la Comunità Europea dei cuochi con sede a Bruxelles e rappresentanze in 18 Paesi&#8230;».<br />
Si fermi, <strong>Marchesi</strong>, ma niente da fare «Sono diventato rettore di <strong>Alma</strong>, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana nella Reggia di Colorno (Parma), ho scritto il <em>Codice Marchesi </em>che riunisce in tredici idee/piatti la rivoluzione del gusto avvenuta in Italia e soprattutto continuo a battermi qui e nel mondo per difendere lo stile italiano».<br />
È un fiume in piena, inarrestabile, il grande cuoco, uno dei maggiori innovatori della cucina internazionale. Che insiste: «Non ho previsto nè desidero ritirarmi, ma anzi voglio impegnarmi ancora più a fondo nel mio ristorante di Erbusco, con l’obiettivo di aprirne, all’interno del <strong>Relais &amp; Chateaux L’Albereta</strong>, un secondo dove la lezione di semplicità che da sempre difendo sarà ancora più radicale. La mia attività a <strong>L’Albereta</strong> non è, quindi, destinata a sfumare, ma a rafforzarsi». Per la pace degli amanti della buona tavola&#8221;.</p>
<p>Per gli amanti della verità invece, visto che &#8220;carta stampata&#8221; sta per <em>Il Giornale</em> e il sottoscritto, ho chiesto lumi a <strong>Carmen Moretti</strong>, amministratore delegato della divisione turistica del gruppo <strong>Terra Moretti</strong>. In breve: da lei dipendono le strutture dell&#8217;<strong>Albereta</strong> in Franciacorta e dell&#8217;<strong>Andana</strong> in Maremma. Questa la sua risposta: &#8220;Non posso rilasciare alcuna dichiarazione perché non abbiamo ancora in mano un progetto concreto e quindi non abbiamo raggiunto accordo alcuno per il futuro. A questo punto mi aspetto che il signor <strong>Marchesi</strong> mi faccia delle proposte strabilianti&#8221;.</p>
<p>Mi sembra una realtà un tantinello diversa da quella dipinta dall&#8217;<strong>Ansa</strong>&#8230;</p>
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